Metalli pesanti e salute: conoscerli ed evitarli

I metalli pesanti penetrano nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, respiro

I metalli pesanti sono i composti più pericolosi e dannosi tra le sostanze inquinanti. Infatti, penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, respiro, pori della pelle, bloccando l’attività di numerosi complessi enzimatici. L’assorbimento dei metalli pesanti a livello gastrointestinale varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione e dello stato di valenza del metallo. Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli. Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella gastrointestinale. In minima parte l’eliminazione può avvenire per salivazione, traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione della pelle e perdita di unghie e capelli. Alcuni organi (ossa, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e per anni.

La quantità di piombo contenuto nel nostro corpo è 500 volte superiore rispetto a quella presente 100 anni fa.
Il piombo interagisce con il glutatione, la glutatione perossidasi e con il selenio, bloccando quindi uno dei meccanismi chiave della nostra difesa antiossidante.
Viene ingerito con l’acqua potabile (contaminata dalle condutture in piombo), i cibi in scatola, le tinture per i capelli, i gas e l’inquinamento atmosferico.
I sintomi da intossicazione da piombo comprendono: cefalea, depressione, insonnia, affaticabilità, irritabilità, ansia, debolezza, algie muscolari, mancanza di appettito, calo ponderale, ipertensione, ridotta funzionalità renale e surrenale, infertilità nell’uomo e aborti spontanei nella donna, gotta saturnina,anemia da deficienza di ferro, pigmentazione blu nerastra alla base delle gengive. Sorgenti di piombo sono: gas di scarico delle auto, fonderie, acqua potabile, verdura coltivata in prossimità di vie trafficate e/o in terreni contaminati, frutta e succhi in barattolo, latte proveniente da animali allevati in pascoli contaminati, carni (soprattutto fegato di animali contaminati), dentifrici, batterie di auto, quotidiani, tabacco e cenere di sigaretta, tinture per capelli.
In caso di intossicazione, somministrare ZINCO e CALCIO che favoriscono l’ eliminazione del piombo; la vitamina C e la vitamina B riducono la tossicità da piombo, la LECITINA protegge il tessuto nervoso.
Per risolvere questo tipo di intossicazione si può fare uso di sostanze chelanti come la VITAMINA C che protegge i muscoli, il SODIO ALGINATO che protegge a livello intestinale, la vitamina A che favorisce il lavoro di numerosi enzimi disintossicanti, il CALCIO, il MAGNESIO, lo ZINCO e gli AMMINOACIDI contenenti ZOLFO, come la METIONINA e la CISTEINA.

Il mercurio è un veleno mortale per tutti gli esseri viventi.
Il pesce lo accumula in grande quantità.
La sintomatologia da avvelenamento da mercurio comprende:
insonnia, nervosismo, perdita di memoria, ansia, depressione, perdita di peso e di appetito, tremori, allucinazioni, parestesie alle labbra ed ai piedi, debolezza muscolare, amaurosi, sordità, disturbi della parola e coordinazione, ridotta funzionalità renale. Il mercurio è presente in svariate sostanze quali : pasta per otturazione dei denti, termometri e barometri, cereali trattati con funghicidi, pesci e mammiferi marini, cloruro di mercurio usato nei laboratori di istologia, talco, cosmetici, coloranti, diuretici, supposte antiemorroidi, detergenti per pavimenti, filtri dei condizionatori d’aria, conservanti per il legno, lassativi, adesivi, pomate antipsoriasi e tatuaggi.

L’alluminio è il minerale più diffuso sulla superficie terrestre, ma non svolge alcuna funzione utile per il corpo umano.
E’ considerato un elemento tossico e l’uso di antiacidi contenenti idrossido di alluminio come il MAALOX e’ sconsigliato. In genere, in coloro che sono affetti dal MORBO di ALZHEIMER o sono emodializzati, si trovano alte concentrazioni di alluminio con conseguente indebolimento delle ossa, demenza pre-senile, disturbi del linguaggio e della memoria, danni cerebrali. Vanno evitate l’uso di pentole di alluminio in cucina, soprattutto se si cucinano alimenti acidi; altre fonti di alluminio sono gli antisudoriferi a base di alluminio cloridrato, cibi trattati con alluminio, come alcuni formaggi lavorati, alcune acque soffici, prodotti di pulizia da forno.
L’alluminio non puo’ essere chelato e deve essere rimosso, con l’aiuto di MAGNESIO, CALCIO, VITAMINA B6 e diminuendo contemporaneamente l’ assunzione di FOSFORO. L’alluminio tende ad accumularsi nelle arterie, nei polmoni, nel fegato, nella tiroide, nel cervello.
Si fissa sulle ossa, nel cervello e nello stomaco, se e’ presente in dosi tossiche provoca i seguenti sintomi:
nausea, costipazione, coliche, spasmi digestivi, crampi muscolari alle gambe, sudorazione abbondante, paralisi, disturbi nella formazione delle ossa, senilità precoce, perdita della memoria, morbo di Alzheimer, alcuni casi di psoriasi e di epilessia. Indebolisce essenzialmente il tubo digerente e tutto il sistema dalla bocca all’ano, da anche disturbi dermatologici, spasmi muscolari, perdita di energia, irritabilità, difficoltà nella concentrazione.

Ogni sigaretta comporta l’assunzione di 1,4 mcg di cadmio ed un pacchetto di sigarette aumenta i depositi del cadmio di 4 mcg, impegnando e sottraendo capacità antiossidante a tutto l’organismo.
 Il cadmio può aumentare lo spessore della membrana basale dei piccoli vasi e dei apillari riducendo la circolazione. Nelle donne viene interessata anche la circolazione uterina con conseguente possibile prematurità o deformità del feto. La sintomatologia comprende:

affaticabilità, ipertensione, anemia ferro-priva, enfisema polmonare, osteoporosi in donne dei Paesi sottosviluppati con gravi deficit alimentari, epatopatie, anosmie, colorazione giallastra dei denti, coliche renali, sindrome del lattaio (linee di pseudofrattura alla scapola, femore ed ileo), ipofosfatemia, artrite reumatoide, ridotta produzione di Vit D, insufficienza polmonare, proteinuria, aminoaciduria, cancro prostatico.
Il cadmio è presente in: acqua potabile, farina di grano raffinata, cibi processati, ostriche, rene, fegato, riso, fumo di sigaretta, tabacco, fertilizzanti, protesi dentarie, ceramiche, coloranti, materiale elettrico, sostanze antiruggine, polivinile, funghicidi, pesticidi, raffinerie, prodotti di scarto delle gomme, combusti di olio.

L’argento, ad alte concentrazioni, compete con il rame ed i suoi legami, e’ presente nelle leghe metalliche, nelle batterie, nei prodotti farmaceutici, negli organismi marini, nei disinfettanti, nella polvere di carbone; può dare anemia microcitica, ritardo nella crescita, dilatazione cardiovascolare, degenerazione epatica, disturbi renali.
Si può rimuoverlo con zinco, selenio, vitamine A, C ed E.

L’arsenico si trova nelle stufe a carbone, pesticidi, insetticidi, erbicidi, defolianti, fabbrica di vetro e specchi.
Sintomi principali sono l’ affaticamento, la riduzione della vitalità, perdita dei capelli, gastroenteriti.

Il berillio si usa nelle insegne al neon, nei dispositivi elettronici, in alcune leghe in metallo, nell’acciaio, nelle ruote delle biciclette, nelle canne da pesca e in molti oggetti domestici. La polvere di berillio causa difficoltà di respirazione, danni ai polmoni, lesioni e fibrosi, con gravi attacchi polmonari. Ha effetti tossici, può ridurre le riserve di magnesio e ostacola il lavoro degli enzimi.

Il bismuto era usato, un tempo, come farmaco gastrico; un suo eccesso può causare sintomi come sonnolenza, agitazione, allucinazioni, confusione mentale, difficoltà di parola e di movimento, spasmi muscolari, neuropatie periferiche e danni epatici. E’ stato usato nel trattamento della sifilide, si trova in alcune supposte e preparati antidiarroici.

CROMO. La Gazzetta Ufficiale N.337 del 9.12.1981 riporta nell’elenco delle “Industrie Insalubri di Prima Classe” le industrie di produzione, lavorazione ed impiego di cromo e composti del cromo esavalente. La principale fonte naturale di cromo e’ il minerale CROMITE, FeO.CrO , materiale di partenza per la produzione di cromati, bicromati e acido cromico [cioè’ cromo esavalente}, che costituiscono i prodotti base per molti processi industriali:
- produzione di cromo metallico,’ presente negli acciai e leghe speciali,
- cromatura galvanica e non,
- concia delle pelli,
- produzione di vernici e coloranti,
> - come agenti ossidanti nella produzione di svariati altri materiali, tra i quali vanno soprattutto menzionati farmaci, vitamine, anabolizzanti.
In assenza di precauzioni nella lavorazione del cromo e dei suoi derivati, si assiste alla dispersione di fumi, vapori, nebbie, pulviscolo, scorie solide e fanghi contenenti composti di cromo esavalente, acido solforico, cromo e ferro trivalenti. Va qui subito detto che i composti di cromo esavalente (con l’eccezione di cromati e bicromati di argento e altri metalli nobili) sono generalmente molto solubili in acqua, qualunque ne sia il pH (grado di acidità’) e si disperdono quindi ubiquitariamente e rapidamente nei corsi d’acqua e in mare. Entrambi i tipi di cromo, esavalente e trivalente, sono dannosi all’organismo (vedi oltre), tuttavia l’intossicazione da cromo esavalente e’ di gran lunga più’ pericolosa e subdola, potendo esitare nell’insorgenza di neoplasie maligne. E’ evidente che il maggior rischio di intossicazione da cromo riguarda i soggetti professionalmente esposti, i quali infatti vantano un triste primato tra i casi di tecnopatia indennizzabile, essendo secondi solo agli intossicati da piombo. Non e’ tuttavia trascurabile il rischio di intossicazione da cromo esavalente per i soggetti non esposti professionalmente, che risiedano in prossimità’ di impianti industriali produttori o utilizzatori di grandi quantità’ di cromati, bicromati ed acido cromico.
Tale rischio e’ principalmente legato alla dispersione delle polveri nell’atmosfera, al possibile inquinamento delle falde idriche, sfruttate per l’acqua potabile o per l’irrigazione agricola, nonché’ alla concentrazione di cromo esavalente nei mitili o altri molluschi eduli del litorale marino e nella fauna ittica.

L’ eliminazione del cromo avviene prevalentemente per via urinaria.
I sintomi dell’intossicazione da cromo sono così riassumibili:
- sintomi dovuti all’azione irritativa diretta dovuta alla reazione di riduzione di Cr(VI) a Cr(III), con effetto di ustione a carico della cute, dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente;
- sintomi dovuti all’azione antigenica dei complessi cromo-proteina, con manifestazioni allergiche a carico della cute e dell’apparato respiratorio;
- insorgenza di carcinoma broncopolmonare;
- dermatite ulcerativa;
- rinite ulcerativa: inizia come rinite irritativa acuta o subacuta, che si cronicizza con comparsa di fenomeni di atrofia ed assottigliamento della mucosa. Il processo finisce per intaccare la cartilagine sottostante e può’ comportare la perforazione totale del setto nasale. L’ulcera ha scarsa tendenza alla guarigione spontanea, soprattutto se non cessa l’esposizione al cromo;
- faringiti, laringiti, tracheiti, bronchiti: è possibile una evoluzione verso quadri di bronchiectasia o di enfisema polmonare;
- lesioni dell’apparato digerente;
- irritazioni corneali;
L’insorgenza di carcinoma bronco-polmonare e’ molto più’ frequente tra gli operai addetti alla lavorazione della cromite rispetto alla popolazione normale. Pure elevata e’ l’incidenza di carcinomi dei seni paranasali. Il fatto che 1'incidenza superiore si riscontri quasi esclusivamente nei lavoratori addetti al trattamento della cromite fa ritenere che l’azione cancerogena sia prevalentemente legata all’esposizione a composti moderatamente solubili (indipendentemente dalla valenza VI o III), tra i quali va segnalato il cromato di calcio, presente nella prima fase della lavorazione della cromite e non nei processi di cromatura galvanica. L’azione cancerogena del cromo endocellulare sarebbe dovuta ad una alterazione da esso indotta nella struttura del DNA cellulare, con conseguente effetto mutageno.

Il Nichel si trova nei grassi ed oli idrogenati, nella margarina, nei condimenti, negli alimenti raffinati, nei frutti di mare, nei cereali, nel grano saraceno, nell’avena, nei legumi, nei semi, nel cavolo. E’ un minerale essenziale, ha una funzione sul metabolismo degli ormoni, dei lipidi, della membrana e della integrità della membrana cellulare, attiva alcuni enzimi del fegato e partecipa al metabolismo del glucosio.
A dosi elevate è tossico, può causare infarto del miocardio, ictus, cancro all’utero, ustioni, tossiemia gravidica; occorre fare particolare attenzione alla bigiotteria che può contenere nichel, ai ferri dei dentisti e al fumo delle sigarette: fumandone 15 al giorno per un anno si può contrarre cancro ai polmoni. Si accumula nel fegato, nelle ossa, nell’ aorta. Un eccesso di nichel provoca emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori, eruzioni cutanee, dolori al torace, tosse; la carenza di nichel, provocata da cirrosi epatica, scompenso renale cronico, sudorazione eccessiva, stress, malassorbimento intestinale, può anche aggravare l’anemia causata da mancanza di ferro, influenza il metabolismo dello zinco e del ferro, può provocare insufficienza epatica, crescita stentata, cambiamento di colore della pelle, e problemi all’apparato riproduttivo.

Il Rame e’ un elemento essenziale per la salute dell’uomo, la sua normale presenza nel sangue varia tra 80 e 110 microgrammi/100 ml, si tratta di un catalizzatore della vitamina C che agisce sulle carenze di calcio. Consente anche al ferro di fissarsi sulle ematiti, e’ un regolatore tiroideo e surrenale e protegge dallo stress.
Fonti di intossicazione sono
l’acqua dolce acida, piscine, macchine per bibite, algicidi dei serbatoi di acqua, emodialisi, spirali anticoncezionali, uso prolungato di pillole contraccettive, condotti di acqua in rame, utensili da cucina in rame.
Sintomi da tasso elevato di rame: malattia di Wilson, coronaropatie del gruppo A, depressione e nervosismo, psicosi, autismo infantile, schizofrenia istaminopenica, insonnia, ipercinesi infantile, disturbi della percezione, arteriosclerosi, ipertensione, disturbi epatici, renali, malattie del collagene, artriti, poliartrite reumatica, malattie emicraniche, cancri, leucemie, carenze di zinco, sindrome da stress, anemia ferropriva, tubercolosi, tossiemia gravidica.

Fonte: solaris.it